Guida clinica · Gastroenterologo Salerno

Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo (MRGE): sintomi, diagnosi e cura.

La Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo è una delle patologie digestive più frequenti nei paesi occidentali: interessa fino al 20% della popolazione adulta e rappresenta uno dei motivi più comuni di consulto gastroenterologico negli ambulatori di Salerno e Battipaglia. Questa guida nasce dall'attività clinica e di ricerca del Dott. Luigi Ruggiero, dirigente medico in Gastroenterologia con esperienza specifica in motilità esofagea, manometria ad alta risoluzione e pH-impedenziometria.

Cos'è la MRGE

La MRGE è la condizione in cui il contenuto gastrico risale in esofago causando sintomi fastidiosi e/o complicanze. Alla base c'è un'alterazione della barriera anti-reflusso: rilasciamenti transitori dello sfintere esofageo inferiore, ridotto tono basale, ernia iatale, alterata clearance esofagea e ritardato svuotamento gastrico.

Si distinguono forme con esofagite (ERD), forme senza lesioni endoscopiche (NERD), ipersensibilità esofagea e pirosi funzionale: una corretta classificazione è essenziale per evitare terapie inefficaci o protratte senza beneficio.

Sintomi: tipici, atipici e d'allarme

Sintomi tipici

  • • Pirosi (bruciore retrosternale)
  • • Rigurgito acido o di cibo
  • • Eruttazioni frequenti
  • • Sintomi post-prandiali e notturni

Sintomi atipici

  • • Tosse cronica, raucedine
  • • Faringodinia, sensazione di nodo in gola
  • • Asma di difficile controllo
  • • Dolore toracico non cardiaco
  • • Erosioni dentali

Segnali d'allarme

  • • Disfagia (difficoltà a deglutire)
  • • Calo ponderale non intenzionale
  • • Anemia o sanguinamento
  • • Vomito persistente
  • • Esordio dei sintomi dopo i 50 anni

In presenza anche di un solo segnale d'allarme è raccomandata una valutazione gastroenterologica tempestiva con gastroscopia.

Cause e fattori di rischio

Più che una "malattia" unica, la MRGE è il risultato di più meccanismi: ernia iatale, ridotto tono dello sfintere esofageo inferiore, alterata motilità esofagea, ridotta clearance del materiale refluito, ipersensibilità della mucosa.

I principali fattori favorenti sono sovrappeso e obesità addominale, fumo, alcol, pasti abbondanti e tardivi, cibi grassi, cioccolato, caffè, menta, alcuni farmaci (calcio-antagonisti, nitrati, benzodiazepine), gravidanza e stress.

Senza trattamento adeguato la MRGE può complicarsi con esofagite erosiva, stenosi peptica, ulcere esofagee e esofago di Barrett, condizione che richiede sorveglianza endoscopica per il rischio di progressione neoplastica.

Il percorso diagnostico-terapeutico

  1. 1. Visita gastroenterologica

    Caratterizzazione dei sintomi (tipici/atipici), ricerca di segnali d'allarme, valutazione dei fattori di rischio e dei farmaci in uso.

  2. 2. Interventi su stile di vita

    Calo ponderale, riduzione di alcol e fumo, pasti piccoli e precoci, sollevamento della testata del letto, attenzione ai cibi trigger.

  3. 3. Terapia medica

    PPI alla dose minima efficace, alginati, procinetici nei casi selezionati. Rivalutazione periodica e tentativi di de-escalation programmata.

  4. 4. Gastroscopia

    Indicata in caso di segnali d'allarme, sintomi resistenti o per la sorveglianza dell'esofago di Barrett.

  5. 5. pH-impedenziometria e manometria

    Esami funzionali per documentare oggettivamente il reflusso, valutare la motilità esofagea e selezionare i pazienti per la chirurgia.

  6. 6. Opzioni endoscopiche o chirurgiche

    Nei pazienti con MRGE documentata refrattaria o dipendenti dai PPI, si valutano fundoplicatio laparoscopica o tecniche endoscopiche dedicate.

Domande frequenti

Quali sono i sintomi tipici della malattia da reflusso gastro-esofageo?

I sintomi tipici sono pirosi (bruciore retrosternale) e rigurgito acido. Esistono anche sintomi atipici (tosse cronica, raucedine, faringodinia, asma, dolore toracico non cardiaco, erosioni dentali) che possono rappresentare l'unica manifestazione della MRGE.

Quando è necessaria la gastroscopia nel reflusso?

La gastroscopia è indicata in presenza di sintomi d'allarme (disfagia, calo ponderale, anemia, sanguinamento), sintomi che insorgono dopo i 50 anni, sintomi persistenti nonostante la terapia, o per la sorveglianza dell'esofago di Barrett. Permette di valutare esofagite, ernia iatale, stenosi e metaplasia.

Cos'è la pH-impedenziometria e quando serve?

È l'esame di riferimento per misurare oggettivamente il reflusso (acido e non acido) nelle 24 ore. Indicata nei pazienti con sintomi persistenti nonostante PPI, prima di chirurgia anti-reflusso e nei casi di sintomi atipici. Disponibile negli ambulatori di Battipaglia e Salerno.

I farmaci inibitori di pompa (PPI) si possono assumere a lungo?

I PPI sono farmaci efficaci e generalmente sicuri, ma vanno utilizzati alla dose minima efficace e rivalutati periodicamente. Un uso prolungato non monitorato può associarsi a carenze nutrizionali, alterazioni del microbiota e maggior rischio di infezioni: lo specialista valuta indicazione, dosaggio e strategia di de-escalation.

Quando si ricorre alla chirurgia anti-reflusso?

La chirurgia (fundoplicatio) o le tecniche endoscopiche sono valutate nei pazienti con MRGE documentata che non rispondono alla terapia medica, dipendenti dai PPI, con ernia iatale rilevante o complicanze. Manometria e pH-impedenziometria sono indispensabili prima dell'intervento.

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Sedi di ricevimento

Nota. I contenuti di questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono il rapporto diretto medico-paziente né il consulto con il proprio specialista di fiducia. In caso di sintomi persistenti o di allarme è raccomandata una valutazione clinica dedicata.