Esofagite eosinofila (EoE): sintomi, diagnosi e cura.
L'esofagite eosinofila (EoE) è una patologia cronica dell'esofago in costante aumento, soprattutto nei paesi occidentali. È caratterizzata da un'infiammazione mediata dagli eosinofili, spesso legata a sensibilizzazione alimentare o inalante, e può portare a disfagia progressiva e restringimento esofageo. Questa guida nasce dall'attività clinica e di ricerca del Dott. Luigi Ruggiero, dirigente medico in Gastroenterologia con esperienza in endoscopia digestiva e patologia dell'esofago a Salerno e Battipaglia.
Cos'è l'esofagite eosinofila
L'esofagite eosinofila (EoE) è una malattia infiammatoria cronica, allergica e immunologica, che colpisce la mucosa dell'esofago. È definita dalla presenza di almeno 15 eosinofili per campo ad alto ingrandimento in una o più biopsie esofagee, in assenza di altre cause di esofagite eosinofila (es. reflusso gastro-esofageo, malattie parassitarie, farmaci).
L'eosinofilo è un globulo bianco coinvolto nelle reazioni allergiche. Nell'EoE, la mucosa esofagea "reagisce" in modo anomalo a determinati antigeni, soprattutto alimentari, dando infiammazione, edema, fibrosia subepiteliale e, con il tempo, stenosi esofagea (restringimento) che rende difficoltosa la deglutizione, in particolare di solidi.
Sintomi e segnali di allarme
Sintomi principali
- • Disfagia per solidi
- • Impatto di bolo alimentare
- • Dolore toracico retrosternale
- • Bruciore retrosternale
- • Rigurgito di cibo non digerito
Sintomi nei bambini
- • Rifiuto del cibo, selettività alimentare
- • Vomito ricorrente
- • Dolore addominale o toracico
- • Calo ponderale o rallentamento crescita
- • Sintomi simil-reflusso persistenti
Quando sospettarla
- • Disfagia a solidi ingravescente
- • Bruciore non responsivo ai PPI
- • Impatto alimentare ricorrente
- • Storia di atopia (asma, rinite, eczema)
- • Calo ponderale o alimentazione ridotta
L'EoE viene spesso scambiata per reflusso o disturbo da deglutizione funzionale: la gastroscopia con biopsie è fondamentale.
Cause e fattori di rischio
L'esofagite eosinofila è il risultato di una complessa interazione tra predisposizione genetica, sensibilizzazione allergica e esposizione agli antigeni (soprattutto alimentari e inalanti). Non esiste un'unica causa, ma un insieme di fattori che "attivano" l'infiammazione eosinofila a livello esofageo.
I principali fattori di rischio sono: atopia personale o familiare (asma bronchiale, rinite allergica, eczema), dermatite atopica, sensibilizzazione a latte vaccino, uova, grano, soia, arachidi, pesce e crostacei, familiarità per EoE, sesso maschile e area geografica occidentale (l'incidenza è in crescita in Europa e Nord America).
Diagnosi: gastroscopia, biopsie e criteri istologici
La diagnosi di EoE richiede una corretta indicazione endoscopica e un'adeguata campionatura della mucosa esofagea. Non è sufficiente la sola osservazione macroscopica: le biopsie sono indispensabili.
- 1. Gastroscopia diagnostica
Permette di riconoscere segni macroscopici come anelli esofagei (esofago a 'trachea'), strie bianche, esudati, edema mucoso, stenosi o rigidity. Tuttavia, in circa il 10-20% dei casi l'aspetto endoscopico può essere normale.
- 2. Biopsie multiple
Devono essere prelevate almeno 2-4 biopsie dal terzo prossimale e dal terzo distale dell'esofago, anche se l'aspetto è normale. La diagnosi istologica richiede ≥15 eosinofili per campo a 400x.
- 3. Esclusione del reflusso
È necessario escludere la malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) e altre cause di esofagite eosinofila. In casi dubbi si utilizza la pH-impedenziometria e la risposta a trial terapeutici.
- 4. Valutazione allergologica
Test cutanei prick-prick, patch test o dosaggio di IgE specifiche possono orientare la terapia dietetica mirata, in particolare nei pazienti pediatrici e nei soggetti con chiara storia atopica.
- 5. Classificazione endoscopica
La EREFS (Endoscopic Reference Score) valuta grado di edema, anelli, esudati, fissure e stenosi. È utile per definire la gravità e monitorare la risposta terapeutica nel tempo.
- 6. Discussione multidisciplinare
Nei casi complessi è utile un confronto con allergologo, anatomopatologo e, per i pazienti pediatrici, pediatra gastroenterologo per definire il percorso più appropriato.
Terapia: dieta, farmaci e interventi endoscopici
Il trattamento dell'EoE si basa su tre pilastri: la terapia dietetica, i corticosteroidi topici e, nei casi di stenosi consolidate, la dilatazione endoscopica. La scelta dipende dall'età, dalla gravità, dalle comorbidità e dalle preferenze del paziente.
- • Dieta di eliminazione a 6 alimenti
- • Dieta di eliminazione a 4 alimenti
- • Dieta basata su test allergologici
- • Reintroduzione guidata dei cibi
- • Supporto del dietologo specializzato
L'efficacia varia tra il 50% e l'80% a seconda del protocollo scelto e dell'aderenza del paziente.
- • Corticosteroidi topici deglutiti (fluticasone, budesonide)
- • Inibitori di pompa protonica (PPI) in trial iniziale
- • Corticosteroidi sistemici in casi selezionati
- • Nuove terapie biologiche in fase avanzata
- • Monitoraggio della remissione istologica
I corticosteroidi topici sono la terapia medica di prima linea più studiata e con miglior profilo di sicurezza.
- • Dilatazione esofagea con palloncini
- • Risoluzione dell'impatto alimentare
- • Valutazione della stenosi con EREFS
- • Sorveglianza delle recidive
- • Approccio combinato con terapia medica/dietetica
La dilatazione è indicata quando la fibrosia ha causato un restringimento sintomatico dell'esofago.
Follow-up e gestione nel tempo
L'EoE è una malattia cronica recidivante: la remissione clinica non coincide sempre con la remissione istologica. Il follow-up prevede il controllo dei sintomi, la rivalutazione endoscopica con biopsie dopo avvio della terapia e, nei casi di stenosi, il monitoraggio della calibro esofageo. L'aderenza alla terapia dietetica e la gestione delle comorbidità atopiche (asma, rinite, eczema) sono elementi chiave per il controllo della malattia a lungo termine.
È importante che il paziente comprenda la differenza tra remissione clinica (scomparsa dei sintomi) e remissione istologica (normalizzazione degli eosinofili): entrambe vanno perseguite per prevenire la fibrosi e le stenosi.
Domande frequenti
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Nota. I contenuti di questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono il rapporto diretto medico-paziente né il consulto con il proprio specialista di fiducia. In caso di sintomi persistenti o di allarme è raccomandata una valutazione clinica dedicata.
