Guida clinica · Gastroenterologo Salerno

Celiachia: diagnosi, dieta e follow-up.

La celiachia è una delle malattie autoimmuni più frequenti in Italia: interessa circa l'1% della popolazione, ma molti casi rimangono ancora non diagnosticati. Questa guida nasce dall'attività clinica del Dott. Luigi Ruggiero, dirigente medico in Gastroenterologia, per aiutare pazienti e famiglie a riconoscere i segnali, completare il percorso diagnostico e gestire la dieta senza glutine con sicurezza negli ambulatori di Salerno e Battipaglia.

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Cos'è la celiachia

La celiachia è una malattia autoimmune cronica del piccolo intestino, innescata dall'ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il glutine — una proteina presente in frumento, orzo e segale — attiva una risposta immunitaria che danneggia la mucosa intestinale, causando atrofia dei villi e malassorbimento.

La predisposizione genetica è legata agli alleli HLA-DQ2e HLA-DQ8: chi ne è negativo ha una probabilità trascurabile di sviluppare la malattia. Tuttavia, la presenza di questi alleli non è sufficiente per la diagnosi: servono anticorpi specifici e conferma istologica.

Sintomi: classici, atipici e segnali d'allarme

Sintomi classici

  • • Diarrea cronica o intermittente
  • • Steatorrea (feci grasse e maleodoranti)
  • • Gonfiore e distensione addominale
  • • Dolore addominale post-prandiale
  • • Calo ponderale o crescita stentata

Sintomi atipici

  • • Anemia ferripriva resistente alla terapia
  • • Osteoporosi o ridotta densità ossea
  • • Dermatite erpetiforme (prurito e vescicole)
  • • Ritardo pubertà o crescita nei bambini
  • • Infertilità o aborti ripetuti
  • • Neuropatia periferica, cefalea
  • • Ipoalbuminemia, alterazioni epatiche

Celiachia "silente"

  • • Assenza di sintomi evidenti
  • • Scoperta occasionale per esami di routine
  • • Screening in familiari di primo grado
  • • Screening in pazienti con malattie autoimmuni associate

Anche in assenza di sintomi, il danno intestinale progredisce e aumenta il rischio di complicanze: la diagnosi precoce è fondamentale.

Cause e fattori di rischio

La celiachia non dipende da un'unica causa ma dall'interazione di tre elementi: predisposizione genetica (HLA-DQ2/DQ8), esposizione al glutine e fattori ambientaliche modulano la risposta immunitaria (infezioni virali, alterazioni del microbiota, stress).

Il rischio aumenta significativamente in presenza di familiarità: i parenti di primo grado di un celiaco hanno una prevalenza del 10%, dieci volte superiore alla popolazione generale. Anche altre malattie autoimmuni (diabete di tipo 1, tiroidite di Hashimoto, malattie del tessuto connettivo) e la sindrome di Down aumentano la probabilità di celiachia associata.

Senza trattamento, la malattia può evolvere verso complicanze: refrattarietà alla dieta, linfoma intestinale a cellule T, ulcerazione jejuno-ileale e insufficienza nutrizionale severa.

Il percorso diagnostico-terapeutico

  1. 1. Visita gastroenterologica

    Anamnesi accurata, ricerca di familiarità, valutazione dei sintomi (digestivi e sistemici) e raccolta della storia clinica. Non iniziare la dieta senza glutine prima della visita.

  2. 2. Sierologia celiachia

    Dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi tissutale IgA (tTG-IgA), anti-endomisio (EmA) e delle IgA totali per escludere un deficit selettivo. Esami eseguibili in ambulatorio.

  3. 3. Gastroscopia con biopsie

    Se la sierologia è positiva o dubbia, si esegue l'endoscopia con prelievo di almeno 4-6 biopsie duodenali per valutare l'atrofia villosa e classificarla secondo Marsh.

  4. 4. Genetica HLA (se necessario)

    La tipizzazione HLA-DQ2/DQ8 è utile in casi dubbi, per escludere la celiachia nei parenti di primo grado o quando la sierologia e l'istologia sono incongruenti.

  5. 5. Avvio della dieta senza glutine

    Dopo la diagnosi confermata, si avvia la dieta senza glutine con il supporto di educazione alimentare e indicazioni pratiche per evitare contaminazioni incrociate.

  6. 6. Follow-up a lungo termine

    Monitoraggio sierologico a 6-12 mesi, profilo nutrizionale, densitometria ossea e, nei casi selezionati, ripetizione endoscopica per verificare la guarigione mucosa.

Domande frequenti

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Riceve a Battipaglia e a Salerno. Costruiamo insieme il percorso diagnostico e gestionale più adatto, con supporto per la dieta senza glutine e il follow-up a lungo termine.

Nota. I contenuti di questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono il rapporto diretto medico-paziente né il consulto con il proprio specialista di fiducia. In caso di sintomi persistenti o di allarme è raccomandata una valutazione clinica dedicata.